Gittì la rossa

Gitti la rossa
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  Racconto multimediale

Gittì la rossa

(Racconto a sfondo riflessivo) 🤔

🎵   Audio racconto: Tempo --:--m;
📖   Testo:   Tempo lettura 04:m;



 

  La storia

Durante uno dei soliti incontri di fine settimana tra amici, Marco, un giovane uomo sulla quarantina, racconta della sua amata, che lascerà a bocca aperta agli amici.



📖 -   Testo


Gittì la rossa

Marco, un uomo giovane sulla quarantina, dal sorriso contagioso e dagli occhi che brillano di gioia, era solito trascorrere le serate del fine settimana incontrando gli amici al bar. Una sera, tra sorsi di birra e risate, l'atmosfera divenne più intima ed ognuno iniziò a condividere storie di vita privata. Marco, con un tono di voce misterioso, iniziò a raccontare del suo grande amore:
“La vidi per la prima volta al Salone Internazionale dell’Auto di Ginevra qualche anno fa. Era lì in bella vista su una pedana con il suo fascino irresistibile. Rossa, dalle curve sinuose, occhi esotici all’insù che gli donavano un sorriso ammaliante.
Gli uomini gli giravano attorno incapaci di smettere di ammirarla. Qualcuno, più audace, lanciava occhiate e sorrisini allusivi.
Il suo aspetto naturale e la sua passionale attrattività emanavano un carisma irresistibile. Ne restai fulminato. Quella rossa mi rubò l'anima, me ne innamorai perdutamente.”
Alla sua storia, i suoi amici, incuriositi, si strinsero attorno a lui, immaginando questa donna dai capelli rossi, dal carattere ardente e dal sorriso affascinante.

Marco continuò con il racconto: “Dopo quella volta la cercai ovunque, fino a quando un giorno la rividi a Bologna in una concessionaria di auto. Fu lì che sbocciò il vero amore.
Mi avvicinai e le sussurrai: “Sei splendida”. Lei si lasciò coccolare, poi con un po' di timidezza e senza dare nell’occhio, la contemplai a lungo comprendendo quanto fosse alta la sua classe. Chiesi se fosse stato possibile fare un giro, ma in quel contesto, nonostante fosse chiaro che il corteggiamento era gradito, non fu possibile.
Da quel giorno feci l’impossibile per averla tutta per me, e non senza difficoltà ci riuscii.

Ricordo il nostro primo giorno insieme: la portai a Portofino e percorremmo a tutta velocità le strade tortuose della costa ligure, con sorpassi mozzafiato, a volte azzardati, sullo sfondo di un sole rosso che si immergeva nel mare. Fu meraviglioso, ero compiaciuto e soddisfatto perché facevo qualcosa che mi piaceva e soprattutto la stavo facendo con lei. Capii subito che le piaceva viaggiare, che le piacevano le sfide. Ci stavamo conoscendo.
Era docile, accondiscendente e nello stesso tempo grintosa, spericolata più di me con quell’impetuosità felina che non dispiace.
Il giorno dopo, consapevole che le piacevano le sfide, pensai di portarla a Genova, la mia felicità esplose quando percorrendo a tutta velocità le strade tortuose della costa Ligure, lei non mostrò alcun segno di timore, anzi sembrava incoraggiarmi ad osare sempre di più. Avevo veramente trovato la mia anima gemella, l’amore della mia vita.”

Marco si ferma e sorseggia lentamente la sua seconda birra ghiacciata, ma gli amici, ansiosi e curiosi di sapere, lo incalzano a continuare il racconto, e cosi lui, con un sorriso sornione sulle labbra riprende:
“Il rapporto di coppia, specialmente in quei momenti particolari, non so se mi spiego, è sempre oltre ogni aspettativa. Lei è sempre pronta e disponibile. È una bestia. Naturalmente non mancano momenti di tenerezza, di carezze e massima cura, le accortezze che le dò rafforzano così la nostra sintonica complicità.
Mi fa impazzire.”

Gli amici, impressionati, rimasero a bocca aperta, sospiravano trasognanti, sicuramente con un pizzico di gelosia, immaginando una donna romantica, sensibile, passionale, decisa, che sapeva soddisfare il suo uomo.
Inevitabilmente, Gittì la Rossa divenne l'argomento di ogni conversazione. I suoi amici erano incuriositi da questa donna misteriosa che aveva conquistato il cuore del loro amico. Volevano conoscerla, stringerle la mano, guardarla negli occhi.
Marco sorrideva enigmatico, alimentando la loro curiosità.

Una sera, finalmente, Marco decise di presentare la sua Gittì agli amici. Li condusse a casa. L'atmosfera amichevole era densa di attesa.
Marco, attraversato il giardino li portò sul retro, aprì la porta del garage e, con un gesto teatrale, accese la luce.
Davanti a loro, in tutto il suo splendore, c'era una Ferrari F488 GTB (Gran Turismo Berlinetta) fiammante, verniciata di un rosso acceso come il sangue.
Gli amici rimasero senza parole. Non potevano credere che la Rossa che spesso era oggetto dei loro sogni fosse un'auto.
Marco scoppiò a ridere. "Ve l'avevo detto che era una vera Rossa!" esclamò. "Forse non quella che vi aspettavate, ma è lei che mi fa sentire vivo."

I suoi amici lo guardarono per un attimo sconvolti, poi scoppiarono a ridere a loro volta.
La delusione iniziale lasciò il posto all'ammirazione per la bellezza dell’auto e per la passione di Marco.
Da quel giorno, la Ferrari F488 GBT di Marco divenne un mito anche tra i suoi amici.



  🤔   Riflessione.

Un monito a non limitarsi alla intuizione che si ha da un racconto soggettivo e alle apparenze che esso evoca, ma a ricercare con fervore e imparzialità la possibile verità della storia, anche se la versione narrata risulta più affascinante.


* * *

Fine

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